chi sono
Utente: charlie04
commenti recenti
archivio
categorie
links
partecipano

foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
martedì, 22 settembre 2009
Non credo abbia più alcun senso.
postato da: charlie04 alle ore 18:09 | Link | commenti
categoria:
mercoledì, 02 settembre 2009
Quella che si dice una giornata sfortunata. Codici seriali numero 002, 015. Non è previsto rimborso.
postato da: charlie04 alle ore 00:36 | Link | commenti
categoria:
lunedì, 17 agosto 2009
E luce fu.
postato da: charlie04 alle ore 19:57 | Link | commenti
categoria:
giovedì, 02 luglio 2009







Tu che sei nato dove c'è sempre il sol-do.





Io che vivo dove c'è sempre il sol-la-si-do-re-mi-fa.




Tu che dici "meglio di no" perché sai che il castello di carta su cui si poggia il tuo successo potrebbe crollare da un momento all'altro.




Io con il mio ego ferito e vorace che ha sempre bisogno di nutrirsi.




Tu mi chiedesti di suonare nel tuo gruppo, io ti dissi no.




Da due ventenni l'america si vanta di aver effettuato la simulazione più credibile di uno sbarco dell'uomo sulla luna, con tanto di bandierina. Fra due ventenni mi vanterò, nel bar più nella media del paesino più nella media, della mia vita nella media in cui una volta sono stato l'unico stronzo a non salire sul carro dei vincenti. Con tanto di (bicchiere con) bandierina.

postato da: charlie04 alle ore 08:53 | Link | commenti
categoria:
martedì, 30 giugno 2009
Un'indiscussa qualità matematico-architettonica. Una sorprendente simmetria. La sensazione che le parole non siano poi così arbitrarie, e che anzi i concetti esistano solo grazie a ciò che li descrive.



Alcune esperienze hanno una controindicazione: la necessità, alla loro conclusione, di un periodo di riabilitazione, di camera iperbarica prima di poter ricominciare con la vita di tutti i giorni. Quando si ha la fortuna di possedere una camera iperbarica, o semplicemente di avere il tempo necessario alla riabilitazione, entrano in gioco il buon senso, l'istinto di sopravvivenza. E non c'è grillo parlante o super-io che tengano: la tua camera, il bagno della casa in cui vivi, la cucina in cui hai voglia solo di prepararti un caffè non si puliranno da soli allo schiocco delle tue dita.



Ed è qui che il labirinto si infittisce di ramificazioni. Un problema alla volta. Cos'è che ci rende tristi? Trovare la risposta a questa domanda è forse il primo passo per poter smettere, un bel giorno, di struggersi? di distruggersi? di tristruggersi?



Oh, beh. Suderò via questi dubbi, farò gonfiare le vene del collo per lo sforzo di sollevare i pesi in panca piana. Mi voglio superare. Infilerò
nel bilancere due dischi da cinquemila. Grammi. E poi mi metterò a sedere, ansimante, cercando con lo sguardo lo sguardo attonito di qualcun altro, incredulo della mia impresa. Tornerò a casa. Con lo scooterone. La palestra sta a trentacinque metri da casa. Ma ci andrò in scooterone. Anche i 125 depotenziati entrano nella categoria degli scooteroni, ho controllato. Che c'entra che non ci posso andare in tangenziale. Io ci vado lo stesso. E tenderò le braccia sul manubrio così da gonfiare i tricipiti. Poi arriverò a casa e agirò in controtendenza, ma solo quando nessuno mi vede: leggerò un libro. Un libro. Perché sono una miniera di sorprese, ma solo quando nessuno mi vede. Che gusto c'è a ostentare i tesori che nascondi? Sono carne succulenta per chiunque. Per chi cerca un toro da monta e per chi cerca un asino da soma. Per chi vuole parlare di politica e per chi vuole parlare dei nuovi talenti che diventano davvero forti nella master league di pro evolution soccer 2007.



E non venirmi a dire che sono cambiato. Perché in fondo, ma cosa ne sai tu?
postato da: charlie04 alle ore 15:49 | Link | commenti
categoria:
venerdì, 05 giugno 2009
Libero arbitrio. Dualismo. La radice di tutti i dibattiti filosofici.





Si può credere di avere una scelta? Si può credere di poter infondere con le proprie azioni - a lungo termine - del bene nel resto del mondo? Si può davvero essere soddisfatti e orgogliosi di sé stessi quando si torna a casa la sera, in punta di piedi, e l'orologio è tre ore più avanti di dove dovrebbe essere?



Per ogni esempio di bene puro sembra esserci almeno un esempio di male puro, altrettanto potente. Quando provo a concentrarmi sulle "sfumature", mi sento come quei critici d'arte contemporanea che cercano a tutti i costi di dar valore a qualcosa che gli altri proprio non riescono ad afferrare, a condividere.  



Come una frase che ti penti di aver detto. Come quel concetto che non riesci ad esprimere, e quando trovi la frase che più si accivina a descriverlo, allora cominci a cambiare le virgole ma non ti sembra mai veramente di aver azzeccato.



Siamo tutti dei plastic man. Le nostre braccia hanno la capacità di strusciare sul pavimento su cui camminiamo a volte, per poi ritrarsi e tornare operative, a piena forza.





Ma gli altri, oh gli altri, sono il motore delle nostre azioni. Nasconditi dietro il più splendido dei tuoi sorrisi, ma ricorda che ciò che senti dentro, purtroppo più di ciò che fai, definisce cosa sei e cosa avrai intorno. E se il centro del tuo universo ribolle in un'espansione caotica senza fine, ti fa venir voglia di volare libero e guardare tramonti e orizzonti e metterti in punta di piedi e fare delle piccole magie, questo non fa di te ciò che hai sempre desiderato di essere. O meglio:



ciò che hai sempre desiderato

che gli altri credano

che tu sia.



postato da: charlie04 alle ore 09:50 | Link | commenti
categoria:
venerdì, 08 maggio 2009
Il tempo trascorso a riflettere sull'idea di fare qualcosa non è direttamente proporzionale alla priorità che si assegna a quel qualcosa, tutt'altro. Eppure dentro gli occhi ho sentito diversi lampi, solo nessun tuono. Allora, misuriamo il cambiamento. Passiamo del tempo raggomitolati su noi stessi a fissare una parete bianca, finché anche le differenze più nette fra le varie sfumature diventano invisibili. Facciamo anche mille cose nel frattempo. Guardiamo tutto il mondo con lo sguardo di sufficienza che si suppone tu debba aver guadagnato, dopo tanta acqua sotto i ponti, dopo che tutti i diamanti, anche nelle cave più nascoste, si sono nuovamente raggomitolati in ciottoli di carbone. Ma un ronzio familiare ti ricorda che c'è una costante.



Quindi ci sono delle variabili.



Quindi c'è un'equazione.



Quindi un risultato c'è - ci dovrebbe essere.



Forse bisogna smettere di cercare la propria musa. Senza voler giocare con le parole, né voler parlare di anatomia, mi viene da dire.



L'aspirazione è la principale fonte di ispirazione.  
postato da: charlie04 alle ore 14:58 | Link | commenti
categoria:
sabato, 21 giugno 2008
quando ti rendi conto che non riuscirai mai ad essere il protagonista tormentato e maledetto di un romanzo fumoso, non ti resta altro che ingoiare. vivere i dissidi e le lotte intestine come un fardello. Oggi sei entrato nell'alcova dell'amore perfetto, quella tana in cui si nascondeva l'utlimo esemplare di onestà, quella che faceva sopravvivere quell'ultimo barlume di speranza. e ne sei uscito sporco, di una macchia che ti si è attaccata addosso di nascosto, una macchia che si nutre di una spia rossa accesa dentro la testa.

Anche se so che non riuscirò a vincere, a salire in cima e guardare le salite che sono diventate discese, faccio appello al coraggio che ci vuole per rimanere così gonfi di ottusità. un eroe.
postato da: charlie04 alle ore 15:00 | Link | commenti
categoria:
sabato, 17 maggio 2008
ci sono moltissime cose che si potrebbero dire di quando un pensiero ti coglie all'improvviso mentre sei sotto la pioggia, immobilizzato. o di quel numero arrivato troppo presto, e di quell'altro arrivato troppo tardi. il concetto non cambierebbe, comunque. per quanto ci si possa ostinare a non volerle imparare, le lezioni della vita sono molto chiare. e se si è abbastanza lucidi, non è difficile capire che tutto si riduce a quanto tempo si ha intenzione di perdere prima di accettare ciò che in fondo si è visto e rivisto un milione di volte.
postato da: charlie04 alle ore 16:29 | Link | commenti
categoria:
martedì, 29 aprile 2008
in tutte le direzioni,  dunque in nessuna!



tutto è estremamente confuso. è possibile prevedere qualcosa con largo anticipo, ma il modo in cui le cose accadono ti sorprenderà sempre. soprattutto quando le cose si realizzano con un'incredibile lentezza. e adesso non riesco più a focalizzare. se si cammina in direzioni diverse, le distanze si allungano moltiplicate per due. anche se sono partito in anticipo, sono stato raggiunto e superato. e mi vedo come se fossi riflesso in uno specchio rotto. una disfunzione. un risultato imprevisto ma comunque sbagliato.

Pensi a quanti soffrono in silenzio. poi ne escludi uno, e poi un altro. e ancora uno ed ancora un altro. e poi bling! la lampadina si accende. l'ultimo rimasto non c'entrava proprio niente con quella caduta.
postato da: charlie04 alle ore 11:32 | Link | commenti (2)
categoria: